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- La sentenza n. 12395 del 7 maggio 2024 permette l’applicazione della cedolare secca anche alle imprese che affittano immobili abitativi per dipendenti, clienti o fornitori.
- Grazie a questa decisione, l'aliquota per le locazioni brevi varia tra il 21% e il 26%.
- Dal 1° gennaio 2024, la nuova aliquota per il secondo, terzo e quarto immobile dato in locazione sarà del 26%.
La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 12395 del 7 maggio 2024, ha segnato un punto di svolta significativo nel panorama fiscale italiano, in particolare per quanto riguarda la cedolare secca. Questa sentenza ha stabilito che il regime della cedolare secca può essere applicato anche quando l’inquilino è un’impresa che prende in locazione un immobile ad uso abitativo per i propri dipendenti, clienti o fornitori. Questa decisione rappresenta una vittoria per l’Associazione dei Proprietari CASA MIA e il sindacato degli inquilini ANIA, che hanno combattuto a lungo per ottenere pari dignità fiscale tra proprietari e conduttori.
La sentenza ha aperto un varco contro l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate riguardo all’art. 3, sesto comma, del d. lgs. n. 23 del 2011. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione con l’O.S. degli Agenti Immobiliari CAM-FIMAA Palermo, che ha una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato immobiliare. La decisione della Cassazione ha quindi spazzato via ogni dubbio sul diritto dei cittadini di applicare la cedolare secca in questi casi specifici.

La Cedolare Secca: Caratteristiche e Vantaggi
La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo che consente il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali. Questo regime offre diversi vantaggi, tra cui l’esenzione dall’imposta di registro e dall’imposta di bollo per la registrazione, risoluzione e proroga dei contratti di locazione. Tuttavia, non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.
L’imposta sostitutiva è pari al 21% del canone annuo per i contratti a canone libero e al 10% per i contratti a canone concordato nelle principali città. Per le locazioni brevi, l’aliquota varia tra il 21% e il 26%. Per beneficiare della cedolare secca, l’immobile deve essere accatastato in categorie da A1 ad A11 (esclusa A10) e affittato esclusivamente a uso abitativo. Questo regime si applica anche alle pertinenze affittate insieme all’abitazione, come box, garage e cantine.
Un aspetto importante della cedolare secca è che non può essere applicata se il proprietario o l’inquilino sono imprenditori o professionisti che utilizzano l’immobile per la loro attività. Inoltre, chi sceglie questo regime rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione per tutta la durata del contratto.
Novità del 2024: Aliquote e Regolamentazioni Aggiornate
La legge di Bilancio 2024 ha introdotto alcune novità significative riguardo alla cedolare secca. L’aliquota dell’imposta sostitutiva per i redditi derivanti da contratti di locazione breve è stata stabilita al 26%. Questa nuova aliquota si applica sui redditi di locazione maturati dal 1° gennaio 2024, indipendentemente dalla data di stipula dei contratti o dalla percezione dei canoni.
Un’altra novità riguarda la tassazione più elevata per il secondo, terzo e quarto immobile dato in locazione, con l’aliquota del 26%. Per il quinto immobile affittato, è necessario aprire una partita IVA. Queste modifiche mirano a regolamentare meglio il mercato delle locazioni brevi e a garantire una maggiore equità fiscale.
La guida operativa “Locazioni Brevi 2024” aggiornata alla circolare AdE n. 10 del 10 maggio 2024, fornisce tutte le informazioni necessarie per la compilazione della dichiarazione dei redditi e l’avvio dell’attività di locazione breve. Dal 1° gennaio 2024, è operativo il Codice Identificativo Nazionale (CIN) delle strutture turistiche, che sostituisce i codici comunali e regionali. Le sanzioni per chi pubblicizza locazioni brevi senza esporre il bollino sono diventate più severe.
La Battaglia dell’Uppi per il Riconoscimento della Cedolare Secca
L’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari (Uppi) ha avviato una campagna nazionale per il recepimento della sentenza della Cassazione sulla cedolare secca per gli affitti stipulati da locatori privati con imprese che cercano abitazioni per i propri dipendenti o collaboratori. Nonostante il giudicato giurisprudenziale, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora adeguato la propria prassi amministrativa.
Il presidente dell’Uppi, Fabio Pucci, ha dichiarato che ogni sede provinciale dell’associazione invierà un interpello analogo alle sedi locali delle Entrate per sollevare il problema a livello nazionale. L’Uppi si aspetta che l’Agenzia delle Entrate si adegui rapidamente al dettato della Corte di Cassazione, evitando decisioni autonome non richieste e non necessarie. In alternativa, il legislatore dovrà intervenire per adeguare la normativa in tempi brevi.
Bullet Executive Summary
La recente sentenza della Corte di Cassazione ha segnato un importante passo avanti verso l’equità fiscale nel settore delle locazioni, stabilendo che la cedolare secca può essere applicata anche quando l’inquilino è un’impresa che prende in locazione un immobile ad uso abitativo per i propri dipendenti. Questa decisione rappresenta una vittoria per le associazioni dei proprietari e degli inquilini, che hanno combattuto a lungo per ottenere pari dignità fiscale. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora adeguato la propria prassi amministrativa, e l’Uppi ha avviato una campagna nazionale per sollevare il problema a livello nazionale.
In conclusione, è fondamentale comprendere che la cedolare secca rappresenta un’opportunità per semplificare il regime fiscale delle locazioni e garantire una maggiore equità tra proprietari e inquilini. La sentenza della Cassazione ha aperto la strada a una nuova era di giustizia fiscale, ma è necessario che l’Agenzia delle Entrate e il legislatore intervengano rapidamente per adeguare la normativa e la prassi amministrativa.
Nozione base di legale: La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo che consente il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, offrendo vantaggi significativi come l’esenzione dall’imposta di registro e dall’imposta di bollo per la registrazione, risoluzione e proroga dei contratti di locazione.
Nozione avanzata di legale: La recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che la cedolare secca può essere applicata anche quando l’inquilino è un’impresa che prende in locazione un immobile ad uso abitativo per i propri dipendenti, clienti o fornitori, aprendo la strada a una maggiore equità fiscale nel settore delle locazioni. Tuttavia, è necessario che l’Agenzia delle Entrate adegui rapidamente la propria prassi amministrativa per recepire questo orientamento giurisprudenziale.