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- Dal 1° gennaio 2025, l'uso del BIM è obbligatorio per gli appalti pubblici con importo pari o superiore a 2 milioni di euro, come stabilito dal D. Lgs 36/2023.
- La Provincia di Parma ha promosso un corso a cui hanno partecipato 95 tecnici per fornire competenze sull'applicazione del BIM e la transizione verso modelli informativi nelle gare d'appalto.
- L'articolo 45 del nuovo Codice degli Appalti prevede una maggiorazione del 15% per gli incentivi di strumenti tecnici che adottano la gestione informativa dell'appalto.
L’adozione del Building Information Modeling (BIM) sta rivoluzionando il settore degli appalti pubblici in Italia, con un impatto significativo sulla gestione dei progetti e sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. A partire dal 1° gennaio 2025, l’obbligo di utilizzare il BIM per gli appalti pubblici con importo pari o superiore a 2 milioni di euro segna un punto di svolta cruciale. Questa transizione, guidata dal nuovo Codice degli Appalti (D. Lgs 36/2023) e dalle normative tecniche di riferimento come la ISO 19650 e la UNI 11337, mira a modernizzare i processi, migliorare l’efficienza e garantire la trasparenza.
L’ACDat: Cuore della Gestione Informativa
Un elemento fondamentale per l’implementazione efficace del BIM è l’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat). Le stazioni appaltanti sono tenute a dotarsi di un ACDat che permetta l’inserimento simultaneo delle informazioni e una gestione efficiente, consentendo l’accesso a tutti i protagonisti dell’appalto, dai progettisti ai direttori dei lavori, fino alle imprese. Le caratteristiche dell’ACDat devono essere specificate nel Capitolato Informativo, un documento contrattuale che definisce le esigenze e i requisiti informativi richiesti. L’Offerta di gestione informativa, presentata dai partecipanti alla gara, descrive le soluzioni proposte per soddisfare tali requisiti. L’adozione del BIM e dell’ACDat non è solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per la Pubblica Amministrazione di abbracciare la transizione digitale, sfruttando strumenti che garantiscono operatività in Cloud, gestione in mobilità, interoperabilità, condivisione collaborativa e sicurezza dei dati. Questi aspetti sono in linea con il Piano Triennale per l’Informatica 2024-2026 e con l’obiettivo di semplificare i processi amministrativi.
Il Ruolo Chiave della Direzione Progettuale
Nel nuovo contesto normativo, la Direzione Progettuale assume un ruolo di primaria importanza. Il Responsabile Unico del Progetto (RUP), figura centrale nel processo, può avvalersi di un responsabile di procedimento per la fase di progettazione, nominato dalla stazione appaltante. Questo soggetto, pur sotto la supervisione del RUP, assume la responsabilità della fase progettuale. Sia il RUP che il responsabile della Direzione Progettuale devono possedere competenze professionali adeguate all’incarico, con particolare riferimento ai lavori e ai servizi di ingegneria e architettura. *La Direzione Progettuale interviene fin dalla preparazione del Capitolato Informativo, accertandosi della sua aderenza alle disposizioni tecniche e assicurando la chiara definizione delle necessità informative del progetto, includendo gli standard e i dati richiesti per la realizzazione del modello digitale. Inoltre, l’ufficio di Direzione Progettuale esamina la Proposta di Gestione Informativa presentata dagli operatori economici, e coordina la stesura e l’attuazione del Piano di Gestione Informativa, stabilendo le modalità operative per l’applicazione del BIM, le funzioni e i doveri dei soggetti implicati e le strategie per l’integrazione fra i modelli delle varie discipline.* La Direzione Progettuale è responsabile della verifica e validazione della qualità e della coerenza del modello BIM, del monitoraggio dell’aggiornamento e dell’affidabilità dei dati e del coordinamento dei flussi informativi tra tutti i soggetti coinvolti. In sintesi, la Direzione Progettuale garantisce la conformità ai requisiti BIM e l’efficace gestione informativa tramite l’ACDat, verificando la sua corretta configurazione e il suo utilizzo, monitorando la gestione dei flussi informativi e valutando il livello di sicurezza e protezione dei dati.

Formazione e Aggiornamento: Chiavi per il Successo
La complessità del BIM e la sua implementazione richiedono un adeguato livello di formazione e aggiornamento per tutti gli attori coinvolti. Iniziative come il corso promosso dalla Provincia di Parma per i tecnici dei comuni del Parmense dimostrano l’importanza di fornire le competenze necessarie per gestire al meglio i grandi appalti pubblici. Il corso, che ha visto la partecipazione di 95 tecnici, ha affrontato temi cruciali come l’applicazione della tecnologia BIM e la transizione verso modelli informativi nella progettazione, esecuzione e gestione delle gare d’appalto. L’obiettivo è quello di supportare i comuni, soprattutto quelli più piccoli, nell’affrontare le sfide legate all’adozione del BIM e di evitare che rinuncino a importanti finanziamenti a causa di una preparazione inadeguata.
Verso un Futuro Digitale: Sfide e Opportunità
L’introduzione del BIM rappresenta un’opportunità straordinaria per modernizzare il settore degli appalti pubblici e per migliorare la qualità delle opere realizzate. Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide legate alla formazione del personale, all’adozione di software e hardware adeguati e all’organizzazione dei processi. Le amministrazioni pubbliche devono cooperare attivamente per garantire una transizione efficace e per sfruttare appieno i vantaggi offerti dal BIM. L’adozione del BIM non si limita alla mera applicazione di metodologie elettroniche, ma implica una vera e propria gestione informativa, come definita dalla norma UNI EN ISO 19650. Questo significa considerare l’intero ciclo di vita dell’opera, dalla pianificazione strategica alla manutenzione e alla ristrutturazione. L’articolo 43 del nuovo Codice degli Appalti prevede punteggi premiali per le proposte che integrano aspetti di gestione del progetto e di implementazione della gestione informativa, incentivando l’adozione del BIM. Inoltre, l’articolo 45 prevede una maggiorazione del 15% per gli incentivi di strumenti tecnici che adottano la gestione informativa dell’appalto.
Conclusione: Un Nuovo Paradigma per l’Edilizia Pubblica
L’adozione del BIM rappresenta un cambio di paradigma nel settore dell’edilizia pubblica, con implicazioni significative per la trasparenza, la collaborazione e l’efficienza. Sebbene l’obbligo del BIM non si applichi a opere di costo presunto inferiore a 2 milioni di euro e alla manutenzione ordinaria e straordinaria (a meno che non riguardino metodi BIM precedentemente approntati), è evidente la volontà del legislatore di promuovere l’adozione di questa metodologia, offrendo incentivi e punteggi premiali.
Amici, parliamoci chiaro: il BIM non è solo un acronimo complicato, ma una vera rivoluzione nel modo di concepire e realizzare le opere pubbliche. Immaginate di poter visualizzare un edificio prima ancora che la prima pietra sia posata, di poter simulare il suo comportamento in diverse condizioni climatiche, di poter coordinare tutti i professionisti coinvolti in un unico modello digitale. Questo è il potere del BIM.
Una nozione legale di base, in questo contesto, è il concetto di due diligence. Prima di intraprendere un progetto BIM, è fondamentale che le stazioni appaltanti effettuino una due diligence approfondita per valutare la propria capacità di implementare il BIM, identificare i rischi e definire le strategie di mitigazione.
A livello avanzato, possiamo parlare di responsabilità contrattuale. L’adozione del BIM introduce nuove figure professionali e nuove responsabilità. È essenziale definire chiaramente i ruoli e le responsabilità di ciascun attore coinvolto nel progetto, al fine di evitare controversie e garantire il successo dell’iniziativa.
Vi invito a riflettere su come il BIM possa trasformare il nostro modo di vivere e di interagire con l’ambiente costruito. Immaginate città più efficienti, edifici più sostenibili, infrastrutture più resilienti. Il BIM è uno strumento potente che può aiutarci a realizzare questa visione.
- Testo ufficiale del Decreto Legislativo 36/2023, nuovo Codice degli Appalti.
- La norma ISO 19650-1:2018 definisce i principi del Building Information Modeling (BIM).
- Pagina AgID sul Piano Triennale per l'informatica nella PA 2024-2026.
- Approfondimento sulle norme BIM, in particolare serie UNI 11337 e UNI EN ISO 19650.