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Rivoluzione nell’adozione: i single possono adottare, una svolta storica!

La Corte Costituzionale apre all'adozione internazionale per i single, ribaltando un divieto anacronistico. Scopri cosa cambia e perché questa decisione segna un punto di svolta per il diritto di famiglia.
  • Adozione internazionale: ok ai single, sentenza storica n. 33/2025.
  • Domande di adozione crollate: da 7000 nel 2007 a 500 nel 2024.
  • Giudice valuta maturità emotiva e idoneità all'educazione.

La recente sentenza della Corte Costituzionale, precisamente la numero 33 depositata il 20 marzo 2025, rappresenta una svolta significativa nel panorama del diritto di famiglia italiano. La Consulta ha dichiarato illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge 184/1983, che precludeva alle persone single l’accesso all’adozione internazionale di minori stranieri in stato di abbandono. Questa decisione, che affonda le sue radici negli articoli 2 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), segna un punto di non ritorno verso una maggiore inclusività e attenzione al superiore interesse del minore.

Il superamento di un veto anacronistico

La Corte Costituzionale ha accolto il rinvio del Tribunale dei minori di Firenze, il quale aveva sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale della norma. Il Tribunale aveva evidenziato come l’esigenza di garantire al minore un contesto familiare armonioso e stabile non debba necessariamente coincidere con la tradizionale struttura familiare composta da una coppia coniugata. *Tale posizione ha trovato fondamento nell’evoluzione della normativa nazionale, nei precedenti pronunciamenti della Consulta, nonché nella Convenzione dell’Aja in materia di adozione internazionale, la quale già riconosce la facoltà, per i singoli, di intraprendere percorsi adottivi transnazionali. La Corte ha sottolineato come il legislatore italiano, pur mantenendo una preferenza per le coppie, abbia implicitamente riconosciuto l’idoneità delle persone singole a garantire un ambiente stabile e armonioso. La ratio di questa apertura è duplice: da un lato, evitare che l’esclusione dei single si traduca in un ostacolo al diritto del minore di essere accolto in un ambiente adeguato; dall’altro, ampliare la platea dei potenziali adottanti, in un contesto in cui le domande di adozione internazionale sono drasticamente diminuite, passando da quasi settemila nel 2007 a circa cinquecento nel 2024.

L’importanza della valutazione dell’idoneità affettiva

La Corte Costituzionale ha chiarito che l’interesse a diventare genitori, pur non configurando un diritto assoluto all’adozione, rientra nella sfera della libertà di autodeterminazione della persona. Questo interesse deve essere bilanciato con il superiore interesse del minore, attraverso un giudizio sulla non irragionevolezza e non sproporzione delle scelte operate dal legislatore. Di conseguenza, il compito del giudice è appurare la maturità emotiva del soggetto richiedente, la sua attitudine all’educazione, all’istruzione e al sostentamento del minore.* La Consulta ha inoltre valorizzato il ruolo della famiglia di origine dell’adottante nel creare una rete di affetti, richiamando le sentenze 183/2023 e 79/2022, che hanno superato l’obbligo di interrompere i rapporti con la famiglia di origine del minore e l’impossibilità di stabilire legami di parentela con la famiglia dell’adottante.

Reazioni e prospettive future

La sentenza della Corte Costituzionale ha suscitato reazioni contrastanti. Le associazioni che si occupano di adozioni internazionali hanno accolto con favore la decisione, pur sottolineando che resta ancora molta strada da fare per superare le criticità che caratterizzano il percorso adottivo. Il Ciai (Centro italiano per l’aiuto all’infanzia) ha auspicato una revisione della legge 184 del 1983, che tenga conto delle trasformazioni sociali e familiari intervenute nel Paese. Il presidente del Ciai, Paolo Limonta, ha evidenziato come sia fondamentale valutare le capacità genitoriali e l’idoneità affettiva degli aspiranti genitori, indipendentemente dal loro status. Aibi (Associazione Amici dei Bambini) ha espresso soddisfazione per l’apertura ai single, pur sollevando dubbi sulla sua concreta applicabilità, alla luce delle legislazioni dei Paesi esteri, che spesso non ammettono l’adozione da parte di persone singole. Il presidente di Aibi, Marco Griffini, ha inoltre sottolineato come la decisione della Consulta potrebbe avere ripercussioni anche sulle adozioni nazionali, rendendo più difficile per un giudice escludere un single in questi casi. Dalila Di Lazzaro, attrice che negli anni Novanta si era battuta per il diritto dei single ad adottare, ha espresso la sua gioia per la sentenza, pur ricordando le difficoltà e le accuse che aveva dovuto affrontare all’epoca.

Verso un diritto di famiglia più inclusivo: riflessioni conclusive

La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un passo avanti significativo verso un diritto di famiglia più inclusivo e attento alle esigenze dei minori. Tuttavia, è importante non illudersi che questa decisione risolva tutti i problemi legati all’adozione internazionale. Restano ancora molte criticità da affrontare, come la diminuzione delle domande di adozione, la chiusura di alcuni Paesi all’adozione internazionale e le difficoltà legate all’accertamento dell’idoneità affettiva degli aspiranti genitori.
Amici lettori, questa sentenza ci offre l’occasione per riflettere su un concetto giuridico fondamentale: il principio del superiore interesse del minore. Questo principio, sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, impone di considerare sempre, in ogni decisione che riguarda un minore, ciò che è meglio per lui o per lei. Nel caso dell’adozione, questo significa valutare attentamente le capacità genitoriali degli aspiranti genitori, la loro idoneità affettiva e la loro capacità di garantire al minore un ambiente stabile e armonioso.

Un concetto legale più avanzato, applicabile al tema dell’articolo, è quello di responsabilità genitoriale. La responsabilità genitoriale non è legata allo stato civile o all’orientamento sessuale, ma alla capacità di prendersi cura di un bambino, di educarlo, di proteggerlo e di garantirgli un futuro sereno. La sentenza della Corte Costituzionale riconosce implicitamente questo principio, aprendo la strada a una concezione più ampia e inclusiva della famiglia.

Vi invito a riflettere su questo tema, a interrogarvi sulle vostre convinzioni e a considerare che, spesso, le definizioni tradizionali di famiglia non sono sufficienti a comprendere la complessità delle relazioni umane e le diverse forme di amore che possono esistere. La vera sfida è quella di garantire a ogni bambino il diritto di crescere in un ambiente sereno e amorevole, indipendentemente dalla forma che questo ambiente assume.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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