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- Chiusura dell'ufficio del Giudice di Pace di Aversa dal 18 marzo 2025.
- Gestito oltre il 60% del contenzioso ordinario, grave impatto.
- Assemblea del COA il 10 aprile, stato di agitazione.
Grave Disagio nel Sistema Giudiziario di Napoli Nord: Chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace
La giustizia nel territorio di Napoli Nord subisce un duro colpo con la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Aversa. La decisione, formalizzata con il decreto n. 31 del 18 marzo 2025 dal Presidente del Tribunale di Napoli Nord, dottor Luigi Picardi, è motivata dall’assenza totale del personale amministrativo, una situazione che rende impossibile lo svolgimento dei servizi di cancelleria e, di fatto, paralizza l’attività giudiziaria. Questo evento ha scatenato un’ondata di proteste e preoccupazioni tra gli avvocati e la comunità locale, evidenziando una crisi profonda nel sistema giudiziario.
Il provvedimento, che ha effetto immediato e resterà in vigore fino a quando non saranno adottate misure per la riapertura, ha suscitato una forte reazione da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord (COA). Il COA ha proclamato lo stato di agitazione e convocato un’assemblea per il 10 aprile, chiedendo soluzioni urgenti per garantire la continuità dei servizi giudiziari. Gli avvocati del foro normanno sottolineano che l’Ufficio del Giudice di Pace gestisce oltre il 60% del contenzioso ordinario, rendendo la sua chiusura un evento di gravissima portata per l’accesso alla giustizia dei cittadini.
Reazioni e Azioni Legali: La Risposta dell’Avvocatura
La chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace è stata definita “inconcepibile” dagli avvocati, che contestano la legittimità del provvedimento e ne annunciano l’impugnazione. Il Presidente del COA Napoli Nord, avvocato Gianluca Lauro, ha espresso la “più ferma condanna” per il decreto, ritenendolo “palesemente illegittimo, nella forma e nella sostanza”. Secondo il COA, la chiusura è un atto arbitrario, adottato senza un presupposto di urgenza e in assenza di riferimenti normativi.
L’Ordine degli Avvocati contesta fermamente che una disfunzione amministrativa, potenzialmente risolvibile con misure temporanee come l’assegnazione di personale dal Tribunale o la stipula di convenzioni con associazioni di volontariato, possa determinare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale. Il COA ha già demandato ai suoi legali di avviare l’azione per contestare il provvedimento dinanzi alla competente Autorità Giudiziaria, motivando l’azione con irregolarità procedurali e problematiche di merito. L’avvocato Lauro si è impegnato al massimo per ristabilire la completa operatività dell’Ufficio, ritenuto indispensabile per la comunità.

Il Caso Ischia: Un’Altra Faccia della Crisi Giudiziaria Campana
Parallelamente alla situazione di Napoli Nord, anche il Tribunale di Napoli si trova ad affrontare gravi problemi di risorse, con ripercussioni dirette sull’amministrazione della giustizia. In particolare, la sezione distaccata di Ischia è priva di un giudice togato per il settore penale, il che ha portato alla decisione di trasferire le udienze penali presso la sede principale del Tribunale a Napoli. Questa “deportazione” delle udienze, come la definiscono gli avvocati, comporta notevoli disagi per utenti, forze dell’ordine e avvocati, costretti a affrontare i trasferimenti via mare tra l’isola e la terraferma.
Anche in questo caso, l’Ordine degli Avvocati di Napoli ha reagito con fermezza, impugnando il provvedimento davanti al TAR e proclamando una giornata di astensione dalle udienze civili e penali per il 3 aprile. Il presidente del COA, Carmine Foreste, ha denunciato il “fallimento dello Stato di diritto” e ha sottolineato l’intollerabilità della chiusura di presidi giudiziari per mancanza di personale. La situazione di Ischia, insieme a quella di Napoli Nord, evidenzia una crisi sistemica che richiede interventi urgenti e risolutivi da parte del Governo e delle autorità competenti.
Verso una Soluzione? Riflessioni sulla Crisi e Prospettive Future
La chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli Nord e i disagi nel Tribunale di Napoli rappresentano un campanello d’allarme per l’intero sistema giudiziario italiano. La carenza di personale, le disfunzioni amministrative e la mancanza di risorse adeguate mettono a rischio il diritto di accesso alla giustizia dei cittadini e compromettono l’efficienza dell’amministrazione della giustizia. È fondamentale che il Ministero della Giustizia intervenga con urgenza per affrontare queste criticità, adottando misure straordinarie per colmare le lacune di personale, riorganizzare i servizi e garantire la piena operatività degli uffici giudiziari. Solo così sarà possibile ripristinare la fiducia dei cittadini nella giustizia e assicurare il rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto.
Amici lettori, di fronte a queste notizie, è naturale sentirsi smarriti. Ma cerchiamo di capire meglio cosa sta succedendo. Nel diritto, il principio di continuità del servizio pubblico è fondamentale. Significa che lo Stato deve garantire che i servizi essenziali, come la giustizia, siano sempre accessibili ai cittadini. Quando un ufficio giudiziario chiude per mancanza di personale, questo principio viene violato.
Ma c’è di più. Un concetto legale avanzato che si applica qui è quello di responsabilità dello Stato per l’organizzazione e il funzionamento della giustizia. Lo Stato non solo deve garantire l’accesso alla giustizia, ma deve anche assicurarsi che il sistema giudiziario sia efficiente e ben organizzato. Se lo Stato non riesce a farlo, può essere ritenuto responsabile per i danni causati ai cittadini.
Quindi, cosa possiamo fare? Innanzitutto, informarci e far sentire la nostra voce. Possiamo sostenere le iniziative degli avvocati e delle associazioni che si battono per una giustizia più efficiente e accessibile. E possiamo chiedere ai nostri rappresentanti politici di intervenire per risolvere i problemi del sistema giudiziario. Ricordiamoci che la giustizia è un diritto di tutti, e dobbiamo difenderlo.