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- Cassazione sposta il processo Pivetti a Milano il 01/04/2025.
- Accuse: importazione mascherine dalla Cina per 35 milioni di euro.
- Pivetti si dichiara innocente e parla di processo inventato.
La procura sostiene che la fornitura di dispositivi di protezione individuale sia stata di un ammontare economico minore rispetto a quanto pattuito, con prodotti di qualità discutibile e certificazioni europee contraffatte.
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La vicenda giudiziaria che vede coinvolta Irene Pivetti, ex presidente della Camera dei Deputati, ha subito un importante sviluppo. La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, in data 1° aprile 2025, ha emesso una decisione che sposta il baricentro del processo.
La decisione della Cassazione e il cambio di competenza
La Corte di Cassazione ha accolto il rinvio pregiudiziale sollevato dal Tribunale di Busto Arsizio, riconoscendo la competenza territoriale del Tribunale di Milano. Tale pronunciamento determina il trasferimento del procedimento a carico di Irene Pivetti, unitamente agli altri coimputati, dinnanzi ai giudici meneghini. La deliberazione è seguita a un’udienza in camera di consiglio, come previsto dall’articolo 24-bis del codice di procedura penale. Il Tribunale di Busto Arsizio aveva sollevato dubbi sulla propria legittimità a giudicare, demandando la questione alla Suprema Corte.
Le accuse e il contesto dell’inchiesta
L’inchiesta che ha coinvolto Irene Pivetti ha avuto origine da una serie di operazioni commerciali ritenute sospette, in particolare durante il periodo della pandemia di Covid-19. Le accuse mosse nei confronti dell’ex presidente della Camera sono molteplici e comprendono:
Frode in forniture pubbliche (art. 356 c.p.)
Bancarotta
Appropriazione indebita (art. 646 c.p.)
Riciclaggio e autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.)
Reati tributari e fallimentari
Violazioni in materia fiscale, doganale e societaria
L’indagine si è concentrata sull’importazione e la vendita di mascherine provenienti dalla Cina, per un valore complessivo di 35 milioni di euro. La procura sostiene che la fornitura di dispositivi di protezione individuale sia stata di un ammontare economico minore rispetto a quanto pattuito, con prodotti di qualità discutibile e certificazioni europee contraffatte.

Reazioni e sviluppi futuri
Irene Pivetti ha commentato la decisione della Cassazione definendo il processo “del tutto inventato” e “costruito solo distorcendo i fatti”. Ha ribadito la sua innocenza e la volontà di dimostrarla nel corso del processo. L’avvocato di Pivetti, Filippo Cocco, ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando che il processo avrebbe dovuto svolgersi a Milano fin dall’inizio. Tuttavia, ha anche lamentato la perdita di tempo, che potrebbe complicare l’accertamento della verità. La difesa ha sempre sostenuto l’estraneità della Pivetti alle accuse, parlando di un “guazzabuglio di accuse”.
Riflessioni conclusive: Giustizia e Competenza Territoriale
La decisione della Corte di Cassazione di trasferire il processo a Milano solleva importanti questioni sulla competenza territoriale e sulla corretta amministrazione della giustizia. Il caso Pivetti, con le sue molteplici sfaccettature e le gravi accuse, rappresenta una sfida per il sistema giudiziario italiano. La scelta del foro competente è fondamentale per garantire un processo equo e imparziale, in cui tutte le parti abbiano la possibilità di far valere le proprie ragioni.
Amici lettori, spero abbiate trovato interessante questo approfondimento sul caso Pivetti. Per comprendere meglio la questione della competenza territoriale, è utile sapere che essa è determinata in base al luogo in cui è stato commesso il reato. Nel caso di reati complessi, come quelli contestati alla Pivetti, la competenza può essere più difficile da stabilire e può richiedere l’intervento della Corte di Cassazione.
Un concetto legale avanzato, applicabile al caso, è quello del “reato continuato”. Si verifica quando una persona commette una serie di azioni che, pur costituendo reati autonomi, sono collegate da un unico disegno criminoso. In questi casi, la competenza territoriale si radica nel luogo in cui è stata commessa la prima azione delittuosa.
Vi invito a riflettere su come la giustizia, pur con i suoi tempi e le sue complessità, cerchi di fare luce su vicende intricate come questa, tutelando i diritti di tutti i cittadini coinvolti.