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- La Polonia sospende il diritto d'asilo per 60 giorni.
- Dal 2021, aumentano gli ingressi illegali strumentalizzati da Bielorussia e Russia.
- Dal 1º gennaio al 20 marzo 2025: 2227 tentativi di attraversamento.
La Polonia ha recentemente adottato misure significative riguardanti il diritto d’asilo, in risposta alle crescenti pressioni migratorie orchestrate, secondo il governo, da Bielorussia e Russia. Il primo ministro Donald Tusk ha annunciato la firma di un provvedimento che sospende temporaneamente il diritto d’asilo, una decisione che ha suscitato reazioni contrastanti a livello nazionale e internazionale.
Il Contesto Politico e Legislativo
L’annuncio di Tusk è giunto in seguito alla firma da parte del presidente Andrzej Duda di una legge che consente al governo di limitare temporaneamente i diritti di asilo. Il Senato polacco aveva approvato questa legge all’inizio di marzo, aprendo la strada a una potenziale estensione della restrizione con l’approvazione del Parlamento. In precedenza, l’Unione Europea aveva comunicato che le nazioni membre con frontiera comune con la Russia e la Bielorussia potevano apporre delle limitazioni al diritto d’asilo qualora si verificasse una strumentalizzazione militare da parte di Mosca e Minsk. Nel mese di dicembre, Tusk aveva etichettato la legge come un’iniziativa volta a recuperare il controllo sui confini polacchi.

Le Misure Adottate e le Critiche
La legge polacca permette di sospendere per 60 giorni il diritto delle persone migranti di chiedere asilo nel paese. Tusk ha difeso la legge, affermando di voler limitare l’accesso a questi strumenti per le persone che “entrano illegalmente nel paese in gruppi organizzati dalla Bielorussia”, senza negare i diritti umani e il diritto di asilo. Dal 2021, la Polonia ha visto un aumento degli ingressi e accusa Bielorussia e Russia di usare i migranti come strumenti di una “guerra ibrida”. È prevista la possibilità di estendere la moratoria sul diritto di asilo, la quale tuttavia non si applicherà a determinate categorie, come i minori non accompagnati, le donne in stato interessante, gli anziani, i soggetti affetti da patologie e i cittadini bielorussi. Comunque, queste misure hanno suscitato reazioni di disapprovazione da parte di associazioni per la tutela dei diritti umani. Human Rights Watch aveva esortato il Parlamento polacco a bloccare la legge, asserendo che la stessa “contraddice gli obblighi internazionali dell’Unione europea e della Polonia”.
## La Reazione dell’Unione Europea
La Commissione europea ha dichiarato di essere “a conoscenza degli ultimi sviluppi in Polonia” e “in stretto contatto con le autorità polacche per valutare” le misure annunciate. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha sottolineato “il contesto” vissuto dalla Polonia, con “minacce ibride legate all’uso dell’immigrazione come arma da parte di Russia e Bielorussia, che rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale della Polonia e per l’integrità dell’intera Ue”.
## Verso un Nuovo Equilibrio tra Sicurezza e Diritti Umani?
La decisione della Polonia di sospendere temporaneamente il diritto d’asilo solleva interrogativi cruciali sull’equilibrio tra la sicurezza nazionale e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani. La legge, che prevede eccezioni per alcune categorie di persone vulnerabili, è stata giustificata con l’aumento dei tentativi di attraversamento illegale del confine polacco-bielorusso: nel periodo dal 1º gennaio al 20 marzo 2025 sono stati registrati 2227 tentativi, di cui 1383 solo nel mese di marzo. Tuttavia, le organizzazioni umanitarie temono che la legge possa costringere le persone in cerca di protezione internazionale a nascondersi, aumentando il rischio di tratta di esseri umani e criminalità organizzata. La visita del presidente Duda a Roma, in cui ha discusso con il presidente Mattarella e la premier Meloni di questioni relative alle spese per la difesa e alla sicurezza, evidenzia l’importanza di un approccio coordinato a livello europeo per affrontare le sfide migratorie.
Amici lettori, riflettiamo insieme su questo tema complesso. La sospensione del diritto di asilo, pur motivata da ragioni di sicurezza, pone interrogativi etici e legali fondamentali.
Nozione legale base: Il diritto di asilo è sancito dall’articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Questi strumenti internazionali obbligano gli Stati a proteggere le persone che fuggono da persecuzioni nel loro paese d’origine.
Nozione legale avanzata: Il principio di non-refoulement, fulcro del diritto internazionale dei rifugiati, preclude agli Stati di respingere o espellere un individuo verso una nazione in cui correrebbe il pericolo di patire persecuzioni o trattamenti inumani o degradanti. La sospensione del diritto di asilo potrebbe, potenzialmente, contravvenire a tale principio, salvo garanzia di adeguate prassi di valutazione individualizzata e protezione per le persone in condizioni di vulnerabilità.
È essenziale che le politiche migratorie siano bilanciate e rispettose dei diritti fondamentali, garantendo al contempo la sicurezza e la stabilità degli Stati. La sfida è trovare un equilibrio tra questi obiettivi, evitando di compromettere i valori umanitari che sono alla base della nostra civiltà.
- Pagina del governo polacco sulle risposte agli attacchi ibridi al confine UE.
- Dichiarazioni ufficiali del Primo Ministro Tusk sulla protezione del confine orientale.
- Sito ufficiale del governo polacco: dichiarazioni di Tusk sulle politiche migratorie.
- Comunicato stampa del governo polacco sulle misure restrittive al diritto d'asilo.